Credem e FEduF: educare alla finanza nelle scuole, dall’aula al digitale

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Un progetto esteso e mirato per studenti di tutte le età

Il Gruppo Credem, in collaborazione con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF) dell’ABI, ha lanciato per l’anno scolastico 2025/2026 un programma di educazione finanziaria pensato per scuole primarie e secondarie.

L’iniziativa combina lezioni in presenza nelle regioni dove la banca è particolarmente radicata (Emilia‑Romagna, Lombardia, Liguria, Piemonte, Marche e Lazio) con attività digitali per le altre aree del Paese, permettendo così di raggiungere un pubblico ampio e differenziato.

Contenuti pratici e format interattivi per imparare a gestire il denaro

I percorsi sono costruiti su temi concreti: uso consapevole delle risorse, valore del risparmio, pianificazione del bilancio personale, sostenibilità ed economia circolare. Le lezioni sono condotte dai divulgatori FEduF e adottano format partecipativi — quiz, sondaggi e sessioni di Q&A — per stimolare la curiosità e favorire la comprensione tramite esempi pratici.

Target e numeri: partire dai giovani per moltiplicare l’impatto

L’iniziativa ha già raccolto l’adesione di circa 4.600 studenti provenienti da 50 scuole secondarie di II grado. Credem si è posta un obiettivo ambizioso: raddoppiare gli studenti coinvolti fino a raggiungere 12.000 ragazzi entro il 2030.

Dietro questo target non c’è solo un numero, ma la volontà di coinvolgere manager e professionisti della banca per portare testimonianze dirette nelle classi, rinforzando il collegamento tra teoria e pratiche quotidiane.

Formazione per adulti e iniziative digitali: ampliare la portata dell’alfabetizzazione

Oltre alle attività scolastiche, dal 2025 Credem ha avviato sperimentazioni rivolte agli adulti — clienti e non — con incontri su temi come l’educazione finanziaria in famiglia e la gestione del bilancio domestico nell’era digitale (tramite app di pagamento, BNPL ecc.). Parallelamente, il gruppo sviluppa contenuti social e il portale “Wellgeneration” per raggiungere giovani e famiglie anche fuori dall’orario scolastico.

Perché questo approccio funziona (e cosa migliorare)

L’azione combinata scuola‑digitale‑impresa è efficace perché:

  • porta conoscenze pratiche direttamente agli studenti, riducendo il gap tra teoria e uso reale del denaro;
  • sfrutta formati digitali e interattivi che rispondono alle preferenze dei più giovani;
  • coinvolge testimoni aziendali, utili per collegare il mondo del lavoro e della consulenza alla vita quotidiana degli studenti.

Per aumentare l’impatto conviene però misurare sistematicamente i risultati (competenze acquisite, cambi di comportamento) e integrare percorsi longitudinali che accompagnino gli studenti su più anni.

Impatto sociale e il valore della “democrazia economica”

FEduF e Credem sottolineano un obiettivo più ampio: costruire una relazione sana e consapevole con il denaro e promuovere la democrazia economica, cioè il diritto di ogni cittadino a decidere informato. Questo approccio mette al centro non solo nozioni tecniche, ma anche comportamenti responsabili e sostenibili, tema sempre più importante nelle scelte finanziarie delle nuove generazioni.

Un modello replicabile, con scala e misurazione

L’iniziativa Credem–FEduF rappresenta un buon modello operativo per portare l’educazione finanziaria nelle scuole: mix di lezioni in presenza, moduli digitali, contenuti social e coinvolgimento dei manager. Per trasformare l’interesse in reale capacità di decisione finanziaria è però fondamentale estendere la scala del progetto, raccogliere dati di impatto e prevedere percorsi di follow‑up che accompagnino ragazzi e famiglie nel medio termine.

Fonte: comunicato stampa Gruppo Credem in collaborazione con FEduF (ABI), novembre 2025.

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