Donne italiane investono: i dati di Directa e XTB sul rapporto femminile con la finanza

Directa-D, Palazzo Mezzanotte Milano 11 marzo 2026

Donne italiane investono: una fotografia che conferma un divario storico

Il tema donne italiane investono è oggi centrale nel dibattito economico, perché i numeri mostrano un divario che resiste nel tempo.

Secondo la ricerca del broker online XTB, solo il 9% delle italiane investe nei mercati finanziari, un dato che trova conferma anche in analisi esterne: diverse testate economiche riportano che circa una donna su dieci investe, percentuale tra le più basse in Europa.

Il confronto internazionale è impietoso: Romania 22%, Portogallo 19%, Repubblica Ceca 16%. L’Italia resta indietro non solo rispetto ai Paesi emergenti, ma anche rispetto a economie mature dove la partecipazione femminile cresce più rapidamente.

Il rapporto dell’Istituto Piepoli per Directa – diffuso nel corso dell’evento “Directa-D La finanza parla la femminile” svoltosi l’11 marzo 2026 a Palazzo Mezzanotte, rafforza il quadro: il 62% delle donne italiane non ha mai effettuato un investimento finanziario.

Un dato che si inserisce in un contesto più ampio. Secondo Istat, infatti, il tasso di occupazione femminile è fermo al 53,3%, e il gender pay gap medio è del 10,4%. Elementi che incidono direttamente sulla capacità di risparmio e investimento.

Ostacoli culturali, pressioni familiari e scarsa autonomia

Il rapporto tra donne e Finanza non è solo una questione di numeri, ma di autonomia decisionale.

Il Rapporto Piepoli rivela che il 48% delle italiane ha rinunciato almeno una volta a scelte economiche per pressioni del partner o della famiglia.

Una frase del report sintetizza perfettamente la situazione: “Una donna su quattro non si sentirebbe libera di interrompere una relazione per ragioni economiche”.

Questi dati trovano riscontro anche in studi esterni: secondo Unioncamere, solo il 22,2% delle imprese italiane è guidato da donne, segnale di una difficoltà strutturale nell’accesso al capitale e nella gestione autonoma delle risorse.

Il tema dell’indipendenza economica è quindi cruciale: il 96% delle intervistate la considera fondamentale, ma sei donne su dieci non si sentono indipendenti quanto vorrebbero.

Donne italiane investono: preferenze tra azioni, ETF e strumenti tradizionali

Quando le donne italiane investono, lo fanno con un approccio prudente ma in evoluzione. I dati XTB mostrano che nel 2025 l’11% del portafoglio è destinato alle azioni (in crescita rispetto al 6% del 2024), il 3% agli ETF, dato stabile ma ancora contenuto.

Tra le azioni, poi, forte preferenza per titoli nazionali percepiti come solidi: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Leonardo

Questa tendenza è confermata anche da analisi di mercato: le investitrici italiane prediligono settori tradizionali e aziende radicate nel territorio, mentre in altri Paesi europei le donne puntano maggiormente su Tecnologia, intelligenza artificiale e innovazione.

Per quanto riguarda gli ETF, le preferenze ricadono su strumenti globali e diversificati che hanno come sottostanti l’S&P 500 e il settore della tecnologia informatica dell’S&P 500, ma anche il NASDAQ 100.

Segno di un interesse crescente verso mercati internazionali, pur mantenendo un profilo di rischio contenuto.

Donne italiane investono: il sorpasso del mobile e la democratizzazione della Finanza

Un dato particolarmente significativo riguarda le modalità operative: il 75% delle transazioni femminili avviene da mobile, contro il 25% da desktop. Nel 2024 era l’opposto: il 52% delle operazioni avveniva da computer.

Questo cambiamento è confermato anche da trend globali: secondo Statista, oltre il 70% dei nuovi investitori europei utilizza app di trading.

La digitalizzazione sta quindi abbattendo barriere storiche, rendendo l’accesso ai mercati più immediato e meno intimidatorio.

Come sottolinea XTB: “L’investimento non è più un’attività occasionale, ma si integra sempre più nella quotidianità”. Un segnale che la tecnologia può essere un acceleratore di inclusione finanziaria.

Donne italiane investono: competenze percepite, desideri e gap formativo

Il rapporto dell’Istituto Piepoli evidenzia che solo una donna su quattro si sente competente in materia finanziaria.

Eppure, il desiderio di autonomia è forte: sette donne su dieci vorrebbero aumentare la propria indipendenza economica.

Il tema della formazione è centrale. Durante l’evento “Directa D – Conoscere per decidere”, l’economista Azzurra Rinaldi ha dichiarato: “Non penso che siano le donne ad avere un problema con i soldi, ma i soldi ad avere un problema con le donne”.

Directa ha quindi illustrato il ruolo della Directa Academy, mentre XTB investe in webinar, video e materiali didattici. La formazione finanziaria è riconosciuta come la leva più efficace per colmare il divario.

Il futuro tra ottimismo e consapevolezza

Nonostante le difficoltà, il futuro appare meno cupo: il 64% delle donne è ottimista sull’indipendenza economica femminile nei prossimi anni.

Tuttavia, una donna su due ritiene che una figlia non sarebbe più indipendente di lei, segnale di un cambiamento percepito come lento e insufficiente.

Il percorso è ancora lungo, ma i dati mostrano un movimento crescente verso una maggiore partecipazione femminile ai mercati, sostenuto da tecnologia, formazione e nuove iniziative di inclusione.

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