L’identikit dell’investitore italiano: cosa rivela la nuova ricerca presentata al Directa Summit 2026

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Il Directa Summit 2026 ha riunito oltre tremila investitori italiani al Superstudio Più di Milano, confermandosi come il più grande evento gratuito dedicato alla Finanza personale e agli investimenti.

Una giornata immersiva che ha intrecciato formazione, Tecnologia, musica e leadership, con ospiti come Federica Pellegrini, Billy Costacurta, Boosta, Cristina Scocchia, Fabrizio Testa e Andrea Busi.

Nel corso dell’evento è stato presentato anche il nuovo logo di Directa, una “D” aperta che simboleggia l’accesso sempre più ampio ai mercati.

Ma il momento centrale è stato la presentazione della ricerca dell’Istituto Piepoli dedicata agli investitori italiani, un’indagine che fotografa competenze, comportamenti e aspettative degli italiani nei confronti del risparmio e degli strumenti finanziari.

Competenze finanziarie degli investitori italiani

La ricerca mostra un quadro ancora fragile. Solo quattro investitori italiani su dieci si dichiarano competenti in materia finanziaria. Nel documento si legge: “Quanto si sente competente in materia di investimenti finanziari?”.

Il 3% risponde “molto”, il 24% “abbastanza”, mentre il 67% si colloca tra “poco” e “per niente”. La competenza percepita è più alta tra gli under 35, che raggiungono il 49%, mentre cala sensibilmente nella fascia 35-55 anni.

Metà degli italiani ha già investito almeno una volta

Il 51% del campione ha investito in strumenti finanziari almeno una volta nella vita. Il dato è fortemente correlato al reddito: investe il 29% di chi guadagna meno di 1.500 euro, il 68% nella fascia 2.500-4.000 euro e oltre il 70% tra chi supera i 4.000 euro mensili.

L’investitore italiano è quindi più frequente nelle fasce di reddito medio-alte, ma la propensione cresce anche tra i giovani e tra chi ha iniziato a informarsi online.

Perché molti italiani non investono

La prima barriera è la disponibilità economica insufficiente, indicata dal 54% dei non investitori. Seguono la paura di perdere denaro, che pesa per il 26%, e la presenza di altre priorità economiche.

Una quota significativa dei potenziali investitori italiani, pari al 16%, dichiara di non fidarsi del sistema finanziario, mentre il 15% afferma di non conoscere gli strumenti disponibili. La complessità percepita, spesso citata nel dibattito pubblico, incide meno del previsto.

Cosa potrebbe convincere chi oggi non investe

La leva principale è ancora una volta il reddito: il 40% inizierebbe a investire se avesse più soldi a disposizione. Il 12% chiede il supporto di un esperto, l’11% maggiori garanzie e un altro 11% più formazione.

Solo una minoranza ritiene necessari strumenti più semplici. Il bisogno di educazione finanziaria emerge come un elemento trasversale, soprattutto tra i più giovani e tra chi ha redditi più bassi.

Dove investono oggi gli investitori italiani

La banca tradizionale resta il canale più utilizzato, scelta dal 46% degli investitori italiani. I broker online seguono con il 28% e mostrano una crescita costante, mentre i consulenti finanziari rappresentano il 23%.

Il digitale avanza, ma il potenziale è ancora ampio, soprattutto tra i nuovi investitori che iniziano il loro percorso informandosi sul web.

Come nascono gli investitori italiani

Il primo contatto con gli investimenti avviene soprattutto tramite banca o consulente, indicati dal 42% del campione. Il 14% inizia grazie a informazioni trovate online, il 12% su consiglio dei familiari e l’11% su suggerimento degli amici.

I social media pesano per il 6%, mentre libri e corsi rappresentano una quota più contenuta.

Risparmio e gestione del denaro

Nove investitori su dieci dichiarano di informarsi prima di prendere decisioni finanziarie. Le fonti principali sono i siti di Economia, i consulenti, i quotidiani e YouTube.

Tre investitori su quattro riescono a risparmiare con regolarità, mentre nel totale campione il 50% afferma di “risparmiare prima di spendere”.

La pianificazione resta un tratto distintivo soprattutto tra i non investitori, che dichiarano di controllare ogni spesa con maggiore frequenza.

Come reagirebbero gli investitori italiani a un’improvvisa disponibilità di 10.000 euro

Il 32% li risparmierebbe, il 19% li investirebbe, il 12% li userebbe per estinguere debiti e l’11% per viaggiare.

Tra gli investitori, la quota di chi li destinerebbe ai mercati sale al 30%, confermando una maggiore propensione al rischio e una visione più orientata alla crescita del patrimonio.

Investire oggi: opportunità o rischio?

Per il 39% degli italiani investire è un’opportunità, mentre il 26% lo considera un rischio e il 15% una pratica riservata a pochi.

Tra gli investitori italiani, la percezione cambia radicalmente: il 53% vede negli investimenti una possibilità concreta di crescita, mentre solo il 15% li considera rischiosi.

La distanza tra chi investe e chi non investe resta quindi significativa, soprattutto sul piano culturale.

 

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