Automotive: il Bilancio di Renord racconta come la sostenibilità crea valore oltre l’auto

Roberto Patrizia e Renato Bolciaghi

Roberto, Patrizia e Renato Bolciaghi

Per molte aziende il Bilancio di sostenibilità rappresenta ancora uno strumento di rendicontazione. Per altre, invece, sta diventando il documento che meglio racconta il modo in cui vengono prese le decisioni strategiche, come vengono orientati gli investimenti e quale idea di sviluppo guida l’impresa nel lungo periodo.

È questa il caso del Bilancio di Sostenibilità 2025 di Renord, storica realtà dell’automotive fondata a Milano nel 1970 e oggi punto di riferimento nella distribuzione e nell’assistenza dei marchi Renault, Dacia, Nissan e Alpine, oltre che nei servizi dedicati all’usato selezionato, al noleggio a lungo termine e alle nuove forme di mobilità. Nel 2025 l’azienda ha inoltre ampliato il portafoglio con Dongfeng, Voyah e MHero, rafforzando il proprio posizionamento nel segmento della mobilità innovativa.

Più che descrivere una serie di iniziative ESG, il documento racconta un’evoluzione manageriale: la sostenibilità entra nella gestione quotidiana dell’impresa e contribuisce a orientarne crescita, organizzazione e competitività.

Crescere guardando al lungo periodo

Il 2025 è stato un anno di sviluppo per Renord. Il completamento della fusione con Piemme Car ha ampliato la presenza dell’azienda tra Lombardia ed Emilia-Romagna con l’integrazione delle sedi di Pavia, Stradella, Voghera e Piacenza, portando Renord a contare oggi 15 sedi operative e 301 collaboratori. Sul piano economico i ricavi hanno raggiunto 415,3 milioni di euro, confermando un percorso di crescita accompagnato dall’integrazione progressiva dei criteri ESG nella gestione aziendale.

Per Renato Bolciaghi, presidente del Consiglio di amministrazione di Renord, il Bilancio di sostenibilità «rappresenta per Renord non solo uno strumento di rendicontazione, ma una conferma del nostro impegno a costruire un modello di impresa responsabile, capace di generare valore nel lungo periodo».

Una visione che considera la sostenibilità parte integrante della strategia aziendale. «La sostenibilità è per noi un fattore abilitante di competitività, innovazione e valore condiviso. Continueremo a investire sulle persone, sulla qualità dei servizi, sull’efficienza energetica e sul rapporto con i territori in cui operiamo», afferma Bolciaghi.

Il capitale umano come leva competitiva

Uno degli aspetti più significativi del Report riguarda le persone. Il Bilancio dedica ampio spazio alla formazione, allo sviluppo delle competenze e alla costruzione di una Cultura aziendale condivisa, elementi che assumono un ruolo centrale in un settore chiamato a confrontarsi con profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative.

Al 31 dicembre 2025 Renord conta 301 dipendenti, distribuiti in modo equilibrato tra diverse fasce d’età, a testimonianza di una realtà capace di integrare competenze consolidate e nuove professionalità.

Nel corso dell’anno l’azienda ha erogato complessivamente 5.371 ore di formazione, pari a 671 giornate lavorative, attraverso percorsi dedicati all’aggiornamento tecnico-professionale, alla sicurezza, all’inserimento dei nuovi collaboratori e allo sviluppo dell’Academy Renord LAB.

È una scelta che riflette la filosofia espressa da Roberto Bolciaghi, direttore generale Area Commerciale, e Patrizia Bolciaghi, direttrice generale Area Post Vendita, Finance & HR. «Renord è cresciuta negli anni grazie a una scelta semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: mettere al centro i valori della nostra famiglia e dell’azienda prima dei numeri», spiegano.

La prospettiva è dichiaratamente orientata al lungo periodo: «Ogni azione o nuovo investimento è ragionato in un’ottica di proseguimento, per essere ancora sul mercato da qui a vent’anni: garantire quindi stabilità all’azienda ma soprattutto alle persone che lavorano per noi».

Un approccio che considera il capitale umano non soltanto una risorsa organizzativa, ma un investimento strategico per accompagnare l’evoluzione dell’impresa.

Governance e sostenibilità entrano nell’organizzazione

Il Bilancio evidenzia anche come la sostenibilità stia diventando una competenza organizzativa. Nel 2025 Renord ha introdotto la figura del Sustainability manager, affidando l’incarico a Margherita Berruto, con il compito di coordinare le attività di rendicontazione ESG e favorire una progressiva integrazione della sostenibilità nei processi aziendali.

Parallelamente è stato avviato un percorso specialistico dedicato al carbon management per rafforzare le competenze interne nella misurazione e nella gestione delle emissioni climalteranti.

Accanto alla governance trovano spazio anche politiche dedicate alla qualità del lavoro, tra cui la certificazione della parità di genere, che continua a rappresentare uno degli elementi qualificanti del percorso di sostenibilità dell’azienda, come strumento per promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e attento alla valorizzazione delle persone.

L’efficienza ambientale come scelta industriale

Dal Bilancio emerge che la sostenibilità ambientale viene affrontata con un approccio operativo. Renord prosegue infatti il percorso di efficientamento energetico attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici nella sede di Sesto San Giovanni, l’utilizzo di energia fornita da Repower, l’autoproduzione di energia e la diffusione di colonnine di ricarica elettrica a disposizione sia dell’azienda sia del pubblico.

A questi interventi si affiancano iniziative dedicate alla riduzione della plastica, alla gestione responsabile dei rifiuti, al monitoraggio della qualità dell’aria e del gas Radon e all’utilizzo di soluzioni a minore impatto ambientale nelle officine. Più che singole azioni ambientali, il Report descrive un insieme di investimenti che puntano a migliorare nel tempo l’efficienza complessiva dell’organizzazione.

Il territorio come parte della strategia aziendale

Il Bilancio dedica spazio anche al rapporto con gli stakeholder e con le comunità locali. Nel corso del 2025 Renord ha sostenuto associazioni, progetti educativi, iniziative sociali e attività sportive, confermando un’attenzione che accompagna la crescita dell’azienda nei territori in cui opera.

Il dialogo con case automobilistiche, clienti, fornitori, officine autorizzate, rivenditori, istituzioni, collaboratori e comunità locali viene descritto come parte integrante del percorso di sviluppo, nella convinzione che la competitività di un’impresa passi anche dalla qualità delle relazioni costruite nel tempo.

Una trasformazione che interessa tutto l’automotive

Il caso Renord offre uno spunto che va oltre la singola azienda. La transizione della mobilità, l’evoluzione tecnologica, le nuove aspettative dei clienti e la crescente attenzione ai criteri ESG stanno modificando il modo di fare impresa nel settore automotive. In questo contesto il Bilancio di sostenibilità non rappresenta soltanto uno strumento di trasparenza, ma diventa il racconto di un modello gestionale nel quale persone, competenze, governance, innovazione ed efficienza energetica concorrono a creare valore.

Più che affiancarsi al business, la sostenibilità entra così nei processi decisionali dell’impresa e contribuisce a orientarne lo sviluppo nel lungo periodo. È probabilmente questo il messaggio più interessante che emerge dal Bilancio di Sostenibilità 2025 di Renord: nell’automotive di oggi il valore non si misura più soltanto nei veicoli venduti, ma anche nella capacità di costruire un’organizzazione competitiva, resiliente e preparata alle trasformazioni future.

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