Dal casale al vigneto, il rural luxury italiano diventa un investimento in uno stile di vita

Castellina in Chianti
Casali con terreni, vigneti e uliveti, antiche tenute vinicole e ville immerse nella campagna: il report Italian Homes 2026 di Knight Frank racconta una domanda internazionale sempre più interessata non soltanto all’immobile di pregio, ma alla possibilità di vivere il territorio. In Toscana, dal Chianti alla Val d’Orcia fino alle colline di Lucca, il rural luxury diventa così un investimento che unisce patrimonio, natura, vino e qualità della vita.
Quando si compra anche uno stile di vita
Non soltanto una villa o un casale. Per una parte degli acquirenti internazionali interessati al mercato immobiliare italiano di fascia alta, la scelta di una proprietà passa sempre più dalla possibilità di acquistare, insieme all’immobile, uno stile di vita fatto di paesaggio, natura, Cultura ed enogastronomia.
È uno dei fenomeni che emergono da Italian Homes 2026, il report annuale di Knight Frank dedicato al mercato residenziale italiano di pregio. Già nell’introduzione, il rapporto individua proprio in un casale in pietra nel Chianti uno dei simboli della varietà dell’offerta italiana e sottolinea come l’accesso allo stile di vita del nostro Paese rappresenti la principale motivazione per molti dei clienti internazionali che decidono di investire in Italia.
La campagna assume così un ruolo particolare. Spazio, privacy e maggiore contatto con la natura stanno acquistando peso nelle scelte degli acquirenti, rafforzando l’interesse per proprietà nelle quali il valore dell’edificio si accompagna a quello della terra e del paesaggio. Nella campagna toscana Knight Frank registra proprio un rinnovato interesse legato all’evoluzione degli stili di vita e alla ricerca di tranquillità.
Nel Chianti il casale incontra il vigneto
Il Chianti rappresenta probabilmente una delle espressioni più complete di questo nuovo modo di guardare al rural luxury. Qui l’immobile può essere parte di un patrimonio più articolato, composto da terreni, vigneti, edifici storici e attività legate al vino.
Tra le proprietà presentate da Knight Frank compare, ad esempio, una boutique winery del Chianti Classico con casale, una tipologia che mette insieme dimensione residenziale e vocazione vitivinicola.
Ancora più significativo è il caso di Tenuta Maryamado, storica proprietà vinicola sulle colline del Chianti, circa trenta minuti a sud di Firenze. L’imprenditore immobiliare Emad Khashoggi l’ha acquistata nel 2019 facendone la propria residenza principale e avviando un progetto di recupero degli edifici e del paesaggio. Nel progetto ha anche avuto un ruolo fondamentale l’apertura della proprietà al pubblico per degustazioni di vino, picnic e visite giornaliere.
È un esempio che aiuta a comprendere come il confine tra investimento immobiliare, proprietà agricola e wine experience possa diventare sempre più sottile. Il valore non risiede soltanto nei metri quadrati del casale o negli ettari posseduti, ma nella possibilità di integrare abitazione, produzione, paesaggio e fruizione del territorio.
In Val d’Orcia si cercano terra, vigneti e uliveti
La stessa ricerca di un rapporto più diretto con il territorio emerge in Val d’Orcia, anche se con caratteristiche differenti. Le proprietà tipiche sono i tradizionali casali collocati in posizioni elevate e panoramiche. Secondo Knight Frank, molti acquirenti cercano espressamente immobili dotati di terreni, vigneti o uliveti, attratti dalla privacy, dalla tranquillità e dalla possibilità di allontanarsi dai ritmi più frenetici.

Accanto al grande casale di campagna si sta però facendo spazio una domanda diversa. Cresce l’interesse per abitazioni restaurate all’interno dei centri storici, immediatamente abitabili e più semplici da gestire. La scelta del rural luxury, quindi, non coincide necessariamente con grandi proprietà agricole: può significare anche vivere in un borgo mantenendo un rapporto stretto con il paesaggio circostante.
Il report racconta anche un caso che rende evidente la domanda per le proprietà più rare. Un casale restaurato vicino a Pienza, circondato da circa sette ettari di terreno, uliveti e un piccolo vigneto, ha ricevuto un’offerta dall’acquirente già al termine della prima visita. Per Knight Frank, la rapidità della vendita riflette sia l’unicità della proprietà sia la persistente attrattività del paesaggio della Val d’Orcia.
La motivazione va quindi oltre l’utilizzo stagionale della casa. Il rapporto individua nell’area la possibilità di adottare un modo di vivere più lento e consapevole, nel quale la proprietà diventa anche un luogo dove riunire famiglia e amici e immergersi nella Cultura italiana.
Lucca, vivere in campagna senza isolarsi
Un’altra tendenza arriva da Lucca. Qui il rural luxury beneficia della possibilità di combinare tranquillità della campagna e facilità di collegamento con città, mare e infrastrutture.
Nel centro storico la domanda si concentra sugli appartamenti nei palazzi d’epoca. Nelle colline circostanti, invece, sono le ville immerse negli uliveti a offrire privacy e viste aperte sul paesaggio. A fare la differenza è anche la posizione: la costa della Versilia è raggiungibile in poco tempo e l’aeroporto internazionale di Pisa rappresenta il principale collegamento internazionale della Toscana.
Anche il paesaggio contribuisce all’attrattività dell’area: intorno a Lucca si alternano colline, uliveti e vigneti, mentre la città ha conservato un’atmosfera relativamente tranquilla nonostante l’aumento della domanda internazionale. Knight Frank la indica tra i mercati residenziali italiani che hanno registrato una forte crescita negli ultimi anni e sottolinea la solidità della domanda sia per le proprietà storiche entro le mura sia per le ville sulle colline.
Per chi guarda alla proprietà anche come investimento, conta inoltre il rapporto tra capitale e spazio acquistabile. Secondo Italian Homes 2026, con un milione di euro nel segmento prime di Lucca si possono acquistare circa 130 metri quadrati, una superficie che contribuisce alla competitività della destinazione nel panorama degli immobili italiani di pregio.
Dal mattone alla terra
Chianti, Val d’Orcia e Lucca raccontano tre declinazioni diverse dello stesso fenomeno. La prima lega in maniera particolarmente forte proprietà immobiliare e cultura del vino; la seconda esprime la ricerca del casale, della terra e di un ritmo di vita più lento; la terza combina la tranquillità della campagna con la vicinanza a città, mare e collegamenti internazionali.
Il denominatore comune è che l’immobile non viene più valutato soltanto come edificio. Vigneti, uliveti, terreni, paesaggio, produzioni agricole e possibilità di vivere direttamente il territorio entrano nella percezione complessiva del suo valore.
È qui che il rural luxury si avvicina anche al mondo del wine investing. Acquistare un casale con un vigneto non equivale necessariamente a investire professionalmente nella produzione di vino, ma significa possedere un bene nel quale patrimonio immobiliare, terra e Lifestyle possono convivere. E, come mostra il caso del Chianti, in alcuni progetti a questi elementi possono aggiungersi produzione vitivinicola, ospitalità ed esperienze aperte al pubblico.
Per una parte dei grandi patrimoni internazionali, dunque, la campagna italiana non è più soltanto il luogo della seconda casa. Può diventare il luogo nel quale vivere stabilmente, custodire un patrimonio e costruire un rapporto personale con il territorio. È forse proprio questa combinazione tra valore tangibile e qualità della vita a rendere oggi un casale, un uliveto o un vigneto qualcosa di più di un semplice investimento immobiliare.








