Vino e arte contemporanea: cantina Le Colture apre un dialogo sul futuro del corpo

Homo Deus, Angelo Giordano
Le Colture, cantina di Santo Stefano di Valdobbiadene, sostiene “Sul futuro del corpo”, la mostra che porta alla Galleria Civica Cavour di Padova 17 artisti della nuova figurazione europea. Un incontro tra vino e Cultura che rinnova il rapporto di Le Colture con il mondo dell’arte.
Il vino può raccontare un territorio anche attraverso linguaggi diversi da quelli della degustazione. È il caso di Le Colture, azienda vitivinicola di Santo Stefano di Valdobbiadene, che torna a incontrare il mondo dell’arte contemporanea sostenendo Sul futuro del corpo, mostra curata da Barbara Codogno e in programma dal 5 settembre al 4 ottobre 2026 alla Galleria Civica Cavour di Padova.
Un nuovo capitolo di un rapporto con l’arte che la cantina ha coltivato negli anni attraverso il sostegno a iniziative e progetti culturali. Questa volta il punto d’incontro è una mostra che utilizza pittura e scultura per affrontare una questione strettamente contemporanea: che cosa accadrà al corpo umano in un tempo sempre più segnato dalla Tecnologia, dalle trasformazioni sociali e da nuove forme di rappresentazione?
Diciassette artisti guardano al futuro del corpo
Sul futuro del corpo riunisce 17 artisti della nuova figurazione europea, chiamati a confrontarsi attraverso le proprie opere con il corpo e con le trasformazioni che attraversano la società contemporanea.
È proprio la centralità della figura umana a costruire il filo conduttore dell’esposizione. Pittura e scultura diventano strumenti attraverso i quali osservare il presente e interrogarsi su un futuro nel quale il rapporto tra corpo, identità, tecnologia e rappresentazione è destinato a diventare sempre più complesso.
Tra le opere presenti nel materiale della mostra figurano Homo Deus di Angelo Giordano, A Video Show in the War Room di Julio Larraz e La luce opaca 1 di Alfio Giurato, oltre a un’opera (sotto) di Chiara Calore.
Linguaggi visivi differenti che mostrano quanto diverse possano essere oggi le modalità di rappresentare la figura umana e la sua relazione con il mondo che la circonda.
Quando una cantina incontra l’arte
Per Le Colture, il sostegno alla mostra non rappresenta un episodio isolato. L’azienda ha infatti incrociato più volte nel corso degli anni il mondo dell’arte, scegliendo di affiancare iniziative e progetti culturali.
Il legame può apparire meno immediato rispetto ad altre attività che ruotano intorno al vino, ma racconta un fenomeno interessante: la cantina può diventare un soggetto capace di dialogare con il territorio anche attraverso la Cultura, mettendo in relazione mondi e linguaggi apparentemente lontani.
In questo caso l’incontro porta idealmente dalle colline di Valdobbiadene al centro di Padova e mette accanto una realtà profondamente legata alla terra e una riflessione artistica rivolta invece alle trasformazioni del futuro.

Le Colture, una storia familiare a Valdobbiadene
Fondata nel 1983 da Cesare Ruggeri, Le Colture è oggi guidata anche dai figli Silvia, Alberto e Veronica Ruggeri, che proseguono l’attività familiare puntando sull’identità del territorio, sulla sostenibilità e sulla qualità della produzione.
L’azienda dispone di 45 ettari vitati distribuiti tra Santo Stefano, Cartizze, Valdobbiadene e le colline del Montello. Un insieme di microaree attraverso il quale Le Colture interpreta le diverse espressioni della Glera, il vitigno che caratterizza questo territorio.
È da questa realtà vitivinicola che parte il nuovo incontro con l’arte. Non portando questa volta le opere tra i filari o dentro la cantina, ma scegliendo di sostenere un progetto culturale esterno e di partecipare così a una conversazione che supera i confini della produzione del vino.
Dal territorio alla cultura
La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura e con la partecipazione della Fondazione Alberto Peruzzo e della Fondazione Coppola. L’ingresso alla Galleria Civica Cavour sarà libero.








