Masi Agricola: semestre resiliente tra dazi, contesto sfidante e lancio di Monteleone21
Il nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella di Masi Agricola
Dal cuore della Valpolicella, terra d’Amarone e di vini d’eccellenza conosciuti in tutto il mondo, Masi Agricola archivia il primo semestre 2025 con risultati resilienti: nonostante dazi e difficoltà di mercato, la marginalità cresce e il business tiene. La società quotata in Borsa Italiana sull’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium ha approvato ad agosto i risultati consolidati del primo semestre 2025. I ricavi si sono attestati a 29,3 milioni di euro, in lieve calo (-1,8% a cambi costanti) ma con una tenuta significativa in un contesto definito dagli stessi vertici come “una sorta di tempesta perfetta”.
Il quadro di fondo è stato condizionato da fattori penalizzanti: i dazi commerciali, le campagne di comunicazione e legislative contro il consumo di alcolici in diversi Paesi europei, la riduzione dei consumi di vino e la concorrenza delle bevande alternative come i cocktail ready-to-drink. Nonostante queste pressioni, l’azienda ha sottolineato la propria “attitudine alla resilienza”.
I commenti del presidente Sandro Boscaini
Il presidente Sandro Boscaini ha commentato i risultati sottolineando come il business abbia retto l’urto di questo contesto sfidante: “In questo periodo a dir poco perturbato per il settore del vino il nostro business tiene, ed è confortante constatare che la tenuta deriva sia dal posizionamento dei nostri marchi, sia dall’impronta distributiva di grande ampiezza geografica e di marcata omnicanalità che ci contraddistingue. La recentissima apertura del nuovo visitor center Monteleone21 ci consentirà di sottolineare ulteriormente la nostra vocazione direct-to-consumer e per il turismo del vino, affiancando all’horeca, al retail e all’online una comunicazione e una distribuzione sempre più fidelizzanti”.
Marginalità in crescita e mercato domestico sotto pressione
Dal punto di vista industriale, il semestre ha visto un incremento della marginalità, con un EBITDA (margine operativo lordo) in crescita nonostante i costi di pre-apertura del visitor center Monteleone21. L’Italia si è rivelata il mercato più penalizzato, complice la difficoltà del canale horeca (hotel, ristoranti e bar), frenato dalla ridotta capacità di spesa dei consumatori e dalla prudenza negli acquisti degli operatori.
I numeri nel dettaglio di Masi Agricola
I numeri della semestrale hanno messo in luce una crescita dell’EBITDA Adjusted, cioè il Margine operativo lordo esclusi i costi non ricorrenti, salito da 3,7 a 3,932 milioni di euro, con un EBITDA margin migliorato dal 10,8% al 13,4%. La posizione finanziaria netta si è attestata a -32,2 milioni, rispetto a -27,2 di fine 2024 e -34,2 di giugno 2024.
La visione degli analisti di Equita Sim
Gli analisti di Equita Sim hanno giudicato i risultati “nel complesso apprezzabili grazie a una buona marginalità”. In un contesto complesso per il settore vinicolo, gli esperti hanno rilevato una leggera flessione dei ricavi ma con un miglioramento della marginalità.
Secondo Equita, il secondo semestre è iniziato con un trend di miglioramento e nei prossimi mesi sarà più evidente il contributo del nuovo polo Monteleone21. La società di analisi conferma la raccomandazione HOLD sul titolo Masi Agricola, con target price a €3,90 per azione.
Il ruolo di Monteleone21
Il nuovo visitor center Monteleone21 a Gargagnago, inaugurato a maggio, si colloca come un unicum nel panorama enoturistico della Valpolicella. La struttura, concepita come “cantina aperta”, unisce produzione, cultura del vino e ospitalità con tour esperienziali, degustazioni, la boutique Enoteca Masi e il ristorante-bistrot Locanda Costasera, che propone un approccio “wine first” e ricette ispirate alle cucine di diversi continenti.
L’avvio del terzo trimestre e le prospettive in funzione dei dazi
Il terzo trimestre 2025 si è aperto per Masi Agricola con ordini in crescita significativa (high single digit, tra il 5% e il 10%). Tuttavia, i vertici aziendali segnalano che il fenomeno appare in parte legato a fattori logistici, mentre restano incerte le prospettive macroeconomiche e tariffarie, in particolare per le negoziazioni sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti.
L’azienda ha inoltre comunicato che proseguono positivamente i colloqui con gli istituti di credito per un nuovo accordo di finanziamento, ormai vicino alla finalizzazione, volto a ridisegnare la struttura finanziaria in coerenza con gli investimenti realizzati e con la capacità di generare cassa della gestione operativa.
