Arte e investimenti nel 2025: donne, art fund e fractional guidano il collezionismo globale


Un mercato dell’arte in trasformazione
Il rapporto Art Basel & UBS 2025 fotografa un mercato dell’arte che, nonostante incertezze geopolitiche e volatilità economica, continua a crescere e a rinnovarsi. I collezionisti di oggi sono più giovani, digitali e attenti alla diversità. La ricchezza globale in mano agli High Net Worth Individuals (HNWIs) – persone con oltre 1 milione di dollari in asset finanziari – è in aumento, e una quota sempre maggiore di essa viene destinata all’arte: il 20% nel 2025, contro il 15% nel 2024.
Secondo il report, l’84% dei collezionisti HNWI possiede opere ereditate, e quasi il 70% prevede di donare o lasciare parte della propria collezione a musei o enti filantropici. È un chiaro segnale che l’arte viene vista non solo come un bene rifugio o un asset alternativo, ma come un patrimonio culturale intergenerazionale.
Donne e nuove generazioni guidano il cambiamento
La cosiddetta “Grande Trasferenza di Ricchezza”, stimata da UBS in oltre 83 trilioni di dollari nei prossimi decenni, sta portando nuove protagoniste nel mercato: le donne. Che oggi controllano un terzo della ricchezza globale e stanno ridefinendo i criteri di valore e rischio.
Nel 2025, le donne collezioniste spendono il 46% in più degli uomini e mostrano maggiore apertura verso artisti emergenti o non ancora conosciuti. Inoltre, il 49% delle opere presenti nelle loro collezioni è firmato da artiste, contro il 40% dei collezionisti uomini.
I Gen Z e i millennial costituiscono ormai la maggioranza dei nuovi acquirenti: collezionano in modo ibrido, unendo arte, design, moda e oggetti da collezione come gioielli, sneaker e automobili d’epoca. Per loro, l’arte è un linguaggio identitario e digitale tanto quanto un investimento.
Un’asset class in crescita: 20% della ricchezza privata destinata all’arte
Il valore medio degli investimenti in arte tra gli HNWIs ha raggiunto 438.990 dollari per collezionista nel 2024, distribuiti su circa 14 opere, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.
Gli ultra-ricchi (UHNWIs) con oltre 50 milioni di dollari in patrimonio arrivano a destinare in media il 28% della loro ricchezza personale all’arte, considerandola una componente strategica del portafoglio, al pari dell’immobiliare o del private equity.
Boomers e millennial restano i gruppi con la spesa media più alta, rispettivamente 993.000 e 523.000 dollari, mentre i collezionisti cinesi dominano la classifica mondiale: nel 2025, le donne cinesi hanno speso in media il doppio dei loro omologhi maschi, segnalando il crescente ruolo dell’Asia nel mercato globale dell’arte.


Variazione annuale della percentuale di investimenti in arte nel portafoglio di investitori con oltre 1 milione di dollari in asset finanziari (HNWI)
Arte e Finanza: l’attrattiva di un investimento decorrelato
Dal punto di vista finanziario, l’arte sta confermandosi come un bene rifugio decorrelato dai mercati tradizionali. Negli ultimi due anni, mentre i mercati azionari globali hanno mostrato oscillazioni legate all’inflazione e alla stretta monetaria. Il valore aggregato del mercato dell’arte ha registrato una contrazione moderata (-12% nel 2024) ma con stabilità nei segmenti di fascia media, dove si concentra il maggior numero di transazioni.
Inoltre, secondo Arts Economics, gli investitori istituzionali e i family office stanno mostrando per esempio un rinnovato interesse per gli Art Fund (tra cui il lussemburghese Art Finance Fund e lo statunitense The Collector Fund). Ma anche per le piattaforme di fractional ownership (Artemundi, Artshare, Masterworks, etc.), che consentono di investire in quote di opere d’arte, diversificando l’esposizione artistica senza immobilizzare grandi capitali.
Questa tendenza evidenzia come l’arte stia assumendo un ruolo strutturale nei portafogli multi-asset, con una funzione di protezione patrimoniale e di valorizzazione a lungo termine.
Il boom dell’arte digitale e dei nuovi canali di vendita
Il 2025 segna anche la definitiva integrazione dell’arte digitale nel mercato: oltre la metà degli HNWIs ha acquistato almeno un’opera digitale, e il segmento rappresenta già il 14% della spesa complessiva – quasi quanto la scultura.
I canali digitali stanno rivoluzionando le abitudini d’acquisto: il 51% dei collezionisti ha comprato opere tramite Instagram o direttamente dagli artisti online, senza vederle dal vivo. Le gallerie restano tuttavia il canale principale (83% di utilizzo), ma sempre più spesso in forma ibrida o “phygital”.
Outsider Art: un mercato parallelo in ascesa
Sebbene il report UBS–Art Basel 2025 non tratti il segmento dell’Outsider Art, questo settore merita una menzione per la sua crescente importanza nel mercato globale. L’arte “outsider” – prodotta da artisti autodidatti o marginali rispetto ai circuiti istituzionali – sta registrando una progressiva rivalutazione economica e culturale.
Le principali case d’asta, da Christie’s a Bonhams, hanno dedicato vendite specifiche a questo genere, con aggiudicazioni in forte crescita: nel 2024, il mercato secondario dell’Outsider Art ha superato i 30 milioni di dollari a livello globale, con un aumento del 25% rispetto al 2022.
Gli artisti più noti, come Henry Darger, Bill Traylor o Madge Gill, hanno visto i loro lavori raggiungere cifre comprese tra 100.000 e 800.000 dollari per singola opera. Pur rimanendo una nicchia rispetto ai segmenti moderni o contemporanei, l’Outsider Art si sta imponendo come un investimento di medio-lungo periodo con bassa correlazione rispetto al mercato mainstream, attraendo collezionisti attenti alla rarità e all’autenticità.


Tipologie di opere d’arte presenti nelle collezioni degli HNWI
Un mercato stabile ma selettivo
Nonostante la frenata delle vendite ai vertici del mercato, il settore mostra segni di maturità e stabilità. Le aste hanno perso terreno (49% dei collezionisti vi ha partecipato, contro il 74% del 2023), mentre crescono le vendite dirette e i rapporti fiduciari con artisti e gallerie.
Il 40% dei collezionisti prevede di acquistare più arte nel 2026, e un quarto intende donare parte della propria collezione, segno di una nuova forma di collezionismo responsabile e sostenibile.







