Distruzione del caos: la potente mostra di Marco Fusinato al PAC di Milano

Marco Fusinato PAC Milano performance

Distruzione come chiave di lettura dell’opera di Fusinato

È stata inaugurata il 31 marzo 2026 al PAC – Padiglione d’arte Contemporanea di Milano – The Only True Anarchy is That of Power, la nuova mostra di Marco Fusinato, artista australiano di origini venete, noto a livello internazionale per la sua ricerca visiva e sonora.

Figura di riferimento della noise music, Fusinato si muove nel solco di sperimentatori radicali come Lou Reed, John Cage e altri pionieri degli anni Settanta, ma porta questa tradizione in un territorio personale, fisico, quasi tellurico. Il PAC è in via Palestro 14, la mostra durerà fino al 7 giugno 2026 ed è visitabile negli orari 10-19:30 (giovedì 10-22:30, chiuso lunedì).

Distruzione del caos attraverso suono e immagini

La particolarità dell’esposizione è la performance dal vivo: in determinati orari, Fusinato imbraccia una chitarra d’acciaio e, attraverso amplificatori monumentali, genera un muro sonoro assordante, un’onda di rumore che travolge lo spazio.

Mentre suona, sul grande schermo del PAC scorrono immagini casuali tratte da Internet, selezionate in tempo reale da un algoritmo. Il materiale visivo e sonoro prodotto durante la performance viene poi registrato e ritrasmesso per il resto della giornata, trasformando l’intero museo in un ecosistema immersivo.

Distruzione come tentativo di ricostruzione interiore

Secondo Fusinato, le immagini servono a “capire la complessità del mondo”. Ma osservando la sua azione, emerge un’ipotesi ulteriore: l’artista sembra voler distruggere il caos attraverso un caos ancora più grande.

La noise music, con la sua densità estrema, e la raffica di immagini senza legami apparenti, diventano strumenti per smontare la confusione del reale, per frantumare l’eccesso di stimoli che caratterizza la nostra epoca.

Nel frastuono, nella saturazione, nella perdita di orientamento, sembra aprirsi un varco: la possibilità di ric

ostruire dentro di sé un mondo più sereno e comprensibile. Un paradosso affascinante: usare il rumore per arrivare al silenzio, usare l’eccesso per ritrovare un ordine.

Distruzione come esperienza per il pubblico

La performance non è solo da osservare: è da subire, da attraversare. Il pubblico del PAC si trova immerso in un ambiente che non concede tregua, ma che proprio per questo costringe a una forma di attenzione diversa, quasi meditativa.
Il caos diventa un linguaggio, un metodo, una via per interrogare il presente. E la mostra

di Fusinato si impone come una delle esperienze più radicali e significative della stagione milanese.

Non solo caos

L’esposizione-happening mette in scena non solo performance live ma anche grandi immagini appese alle pareti come quadri ma che in realtà sono selezioni casuali di fotogrammi registrati o presi dal web, scelti ancora una volta per catturare il complesso e unstoppable fluire della realtà.

Oltre ai gradi fotogrammi, inoltre, sono esposte quattro serie di opere grafiche di Fusinato, rielaborazioni di spartiti di musicisti noise che lo hanno ispirato.

 

 

 

 

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