Rilancio di Degiro in Italia: il broker europeo torna a crescere dopo l’integrazione con flatex
Rilancio di Degiro in Italia tra continuità e nuova strategia
Il rilancio del broker online Degiro in Italia segna una fase decisiva per il broker online fondato nei Paesi Bassi e oggi parte integrante dell’intermediario tedesco flatex.
Dopo un biennio di rallentamento dovuto alla complessa integrazione dei sistemi informatici e dei processi di governance con flatex, la piattaforma torna ora a investire con decisione sul mercato italiano, dove opera dal 2015 e serve oltre 135.000 clienti dichiarati.
Come emerge dalla presentazione corporate, la nuova flatexDegiro ribadisce la propria missione: «Siamo orgogliosi di dare agli investitori italiani gli strumenti per diventare finanziariamente indipendenti».
Rilancio Degiro in Italia con un’offerta più ampia e servizi potenziati
Il rilancio di Degiro in Italia si fonda su un’offerta ampliata e su un rafforzamento dei servizi locali, compresa la recente introduzione del prestito titoli. Oggi gli investitori possono accedere a 45 mercati globali in 24 Paesi, con un universo di otto asset class tra cui azioni, obbligazioni, ETF, opzioni, certificati e criptovalute.
La piattaforma mantiene una politica di prezzi competitivi, con azioni USA ed europee a partire da 2 euro, ETF da 1 euro (Core Selection) e crypto allo 0,50% per trade. Secondo la documentazione ufficiale, Degiro mette al disposizione un team di supporto in italiano di sette persone, attivo dalle 8 alle 22 e attività di formazione dedicate ai clienti.
Tra i punti di forza rileviamo quello che Degiro è intermediario puro: non offre infatti Forex, CFD o titoli non quotati e quindi non è controparte diretta dei clienti, evitando così eventuali conflitti d’interesse con gi stessi clienti. Punto invece di debolezza è il fatto che Degiro non è sostituto d’imposta, pur offrendo un servizio di calcolo delle imposte.
A questo proposito, tuttavia, l’ad italiano Federico Garavaglia ha dichiarato a Nuova Economia che l’ipotesi di attivare una succursale in Italia sarebbe già allo studio, anche se i tempi non saranno brevi (si parla di tre-cinque anni).
Il comportamento degli investitori nel 2026
Il rilancio di Degiro in Italia coincide con un momento di forte resilienza degli investitori italiani. L’analisi sui portafogli di marzo 2026 mostra che, nonostante la guerra in Iran e la volatilità dei mercati, non si è verificata alcuna fuga dall’azionario.
Il patrimonio investito è sceso del 5,1%, ma per effetto dei mercati, non per vendite. La quota di liquidità è salita dal 7,2% al 7,9%, segnale di prudenza ma non di panico. Come riportato nel documento: «Non si sono registrati segnali di una vendita massiccia di titoli azionari» .
Preferenze di investimento in Italia: Tecnologia e blue chip
Il rilancio di Degiro in Italia si inserisce in un contesto in cui gli investitori continuano a privilegiare titoli tecnologici e blue chip italiane.
Tra i titoli più detenuti spiccano Nvidia, Alphabet, Tesla, Amazon e Meta, mentre tra gli italiani guidano Intesa Sanpaolo, Eni, Pirelli, Enel e UniCredit.
Il settore energetico è in forte crescita: Eni registra un +23%, mentre Telecom Italia e Nexi segnano rispettivamente +29% e +20%.
Rilancio di Degiro in Italia e prospettive 2026–2027
Il rilancio di Degiro in Italia si inserisce nella più ampia strategia europea di flatexDEGIRO, che punta ad aumentare la base clienti, rafforzare i ricavi ricorrenti, espandere crypto e prestito titoli, migliorare l’efficienza operativa grazie all’AI nel customer care.
A questo proposto, le critiche rilevate da Trustpilot su Degiro (pari a un significativo 11% sul totale) riguardano sia il customer care sia la reportistica fiscale.
È inoltre previsto entro fine anno il rilascio del servizio di PAC (piani di accumulo del capitale) in ETF, visto che – dichiara Garavaglia – «il 60% dei clienti sulla piattaforma detiene o ha detenuto ETF».
Il gruppo prevede per il 2027 650 milioni di euro di ricavi e 200 milioni di utile netto, con una crescita media annua rispettivamente del 10% e del 20%.
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