Quanto sono davvero accessibili i festival musicali italiani? L’impietosa fotografia del nuovo Report Lato A

Caratteri cubitali-alto

L’accessibilità dei festival musicali italiani è il punto di partenza del nuovo report Lato A, realizzato dal gruppo di ricerca dell’associazione Caratteri Cubitali di Pistoia.

L’indagine, condotta su 100 festival distribuiti in tutta Italia, mostra con chiarezza come la prima barriera non sia fisica, ma informativa. Il documento sottolinea che “l’accessibilità inizia online”, perché chi ha esigenze specifiche deve poter pianificare spostamenti, alloggi e modalità di partecipazione con largo anticipo.

Eppure, come si legge nel report, “la non-informazione diventa, di fatto, esclusione”, una frase che sintetizza perfettamente il cuore del problema. Il 51% dei festival analizzati non presenta alcuna pagina dedicata all’accessibilità, mentre l’89% non indica nemmeno la presenza di servizi igienici accessibili. Numeri che raccontano un settore ancora lontano dagli standard minimi richiesti dallo European Accessibility Act e dalle aspettative di un pubblico sempre più eterogeneo.

Gli eventi analizzati si sono svolti tra aprile e novembre 2025, con prevalenza in Toscana (14 festival), Lombardia (10), Emilia-Romagna e Piemonte (9). La maggior parte si sono svolti all’aperto (79%) e sono a pagamento (81%).

Accessibilità dei festival musicali italiani: un vuoto informativo che pesa

Il report evidenzia come l’accessibilità dei festival musicali italiani sia spesso trattata come un dettaglio secondario, quasi un’aggiunta opzionale. Sui siti web degli eventi considerati le informazioni, quando presenti, risultano frammentate, incomplete o nascoste in documenti difficili da consultare.

Nel 49% dei casi non esiste alcuna informazione utile, mentre nel 29% è necessario compiere numerosi passaggi per trovare indicazioni basilari. Solo il 5% dei festival offre contenuti chiari e immediatamente accessibili dalla homepage. Una delle testimonianze raccolte dal report sintetizza bene la frustrazione del pubblico: “Le informazioni ci sono, ma vanno cercate con pazienza”.

In altri casi, la situazione è ancora più drastica: “Non ci sono proprio, ho cercato ovunque!”. Il linguaggio utilizzato da molti festival contribuisce ad ampliare la distanza con il pubblico: il report segnala 59 casi di parole considerate problematiche, tra cui ricorrono espressioni come “diversamente abili”, “handicap” o “normodotati”, che molte persone percepiscono come offensive o superate. Questo aspetto linguistico non è marginale, perché incide sulla percezione di cura e rispetto.

Siti web degli eventi da rivedere

Infine, anche l’aspetto tecnico dei siti web appare trascurato. L’accessibilità è infatti ulteriormente compromessa da errori tecnici diffusi: testo nelle immagini (illeggibile dai traduttori), codice non ottimizzato e contenuti dinamici (widget e plugin complessi) che impediscono sia la traduzione automatica che la navigazione assistita, escludendo persone straniere e utenti con disabilità.

A ciò si aggiungono caratteri troppo piccoli, scarso contrasto tra testo e sfondo, e layout che non si adattano ai dispositivi mobili, mancanza di modalità alternative di visualizzazione. Nel complesso, i siti non rispettano i requisiti di accessibilità web.

Il nodo dei contatti e del supporto

Un altro elemento critico riguarda la possibilità di comunicare con l’organizzazione. L’accessibilità dei festival musicali italiani passa anche dalla qualità del contatto umano, ma il 71% dei festival non offre un’email dedicata per chi ha esigenze specifiche. Molte persone si trovano costrette a scrivere a indirizzi generici o a compilare moduli automatizzati che non prevedono domande personalizzate.

Il report racconta che spesso le risposte arrivano tardi, sono incomplete o rimandano ad altre pagine, creando un circolo vizioso di incertezza. In alcuni casi, l’unico modo per ottenere informazioni è scrivere sui social, senza alcuna garanzia di risposta. Una rilevatrice ha descritto questa situazione come “esclusione pratica, inclusione dichiarata”, sottolineando il divario tra la comunicazione promossa e quella realmente offerta.

Accessibilità dei festival musicali italiani: biglietti, ingressi e procedure poco chiare

La sezione dedicata ai biglietti è una delle più problematiche. L’accessibilità dei festival musicali italiani si scontra con procedure complesse, moduli non accessibili e richieste documentali eccessive. Il 60% dei festival non indica la presenza di ingressi riservati, mentre il 50% non specifica se esistono agevolazioni economiche o modalità alternative di prenotazione.

In alcuni casi, per ottenere un biglietto ridotto o un pass dedicato è necessario inviare certificazioni mediche dettagliate, una pratica che il report definisce “umiliante” e potenzialmente in contrasto con il GDPR. Solo il 37% dei festival offre canali alternativi per l’acquisto, mentre molti si affidano a piattaforme esterne che presentano problemi di accessibilità digitale, come moduli complessi, testo nelle immagini o PDF illeggibili.

Difficoltà di accesso tra orientamento, mappe e spazi fisici

Il tema dell’orientamento è un altro punto debole. Il 75% dei festival non fornisce mappe accessibili o informazioni chiare su percorsi, superfici, pendenze o punti di riferimento. Il report ricorda che molti eventi si svolgono in contesti naturali o storici – prati, boschi, fortezze, arene – che presentano barriere meteo e logistiche significative.

Nonostante ciò, il 53% dei festival non spiega nemmeno come raggiungere il luogo dell’evento. Una delle testimonianze raccolte racconta: “Le non-informazioni sull’accessibilità si trovano su FAQ > Ticket > Nuovo link. Da qui sono necessari almeno altri 2 clic”. Questo tipo di struttura rende difficile orientarsi anche per chi non ha esigenze specifiche, figurarsi per chi deve pianificare ogni dettaglio con precisione.

Accessibilità dei festival musicali italiani: cibo, salute e sicurezza

Il cibo è un tema spesso sottovalutato, ma fondamentale per molte persone. L’accessibilità dei festival musicali italiani risulta carente anche su questo fronte: l’87% dei festival non indica opzioni per allergie, intolleranze o diete speciali.

Sul piano della sicurezza, i dati sono ancora più critici. L’89% non segnala la presenza di bagni accessibili, il 96% non indica se è possibile portare dispositivi medici o alimenti necessari per motivi di salute, e il 92% non spiega come gestisce situazioni di emergenza o episodi di molestie. Il report sottolinea che spesso i servizi esistono, ma non vengono comunicati, creando un divario tra realtà e percezione che scoraggia molte persone dal partecipare.

Accessibilità dei festival musicali italiani: chi si distingue in positivo

Tra i 100 festival analizzati, solo uno – Ypsigrock – ottiene una valutazione “migliore del previsto”. Un risultato sorprendente, considerando che si svolge in un territorio montano complesso come le Madonie. Questo dimostra che l’accessibilità non dipende solo dalle risorse economiche, ma da una scelta progettuale consapevole.

Il report ricorda che le buone pratiche hanno un costo minimo: una pagina dedicata, un contatto chiaro, una mappa accessibile, un linguaggio rispettoso. Sono interventi semplici che possono cambiare radicalmente l’esperienza del pubblico.

Report Lato A, un punto di svolta

Il lavoro di Caratteri Cubitali e del gruppo Lato A rappresenta un contributo fondamentale per comprendere lo stato dell’accessibilità dei festival musicali italiani. Il documento non si limita a elencare mancanze, ma propone una visione culturale più ampia: quella del “diritto alla festa”, cioè il diritto di partecipare alla vita culturale senza dover chiedere il permesso o giustificare la propria presenza.

Il report invita a trasformare l’accessibilità da concessione straordinaria a standard strutturale, ricordando che la Cultura è davvero tale solo quando è accessibile a tutte le persone.

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