Cultura e territorio: i cento anni di Valdo che hanno fatto la storia del Prosecco


Il Prosecco non è solo uno dei vini italiani più riconoscibili nel mondo. È diventato nel tempo un linguaggio sociale, un gesto conviviale, un simbolo di stile italiano. Raccontare la storia di un’azienda che da cento anni opera in questo universo significa quindi raccontare anche l’evoluzione di un costume e di un modo di vivere.
È con questo spirito che Valdo ha scelto di celebrare il proprio centenario a Milano, allo splendido Teatro Gerolamo, con un incontro dal titolo “Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa Cultura”. Non una semplice celebrazione aziendale, ma un racconto olistico costruito attraverso parole, immagini, scene, video e testimonianze, capace di miscelare memoria, Cultura del vino e visione imprenditoriale.
Un racconto a più voci tra storia e contemporaneità
L’evento è stato pensato come una narrazione fluida che ha attraversato epoche diverse e prospettive complementari. A guidare il pubblico è stato Pino Strabioli, regista e conduttore televisivo. Nel dialogo con lui sono intervenuti Pierluigi Bolla, presidente di Valdo e seconda generazione alla guida dell’azienda, la chef stellata Chiara Pavan, interprete di una cucina attenta alla sostenibilità, e il giornalista ed esperto di vino Giulio Somma.
Il confronto ha restituito il ritratto di un settore in continua trasformazione e di un marchio che nel tempo ha saputo interpretare l’evoluzione del gusto e dei consumi, mantenendo un legame forte con il territorio di origine.
La storia di una famiglia e di un territorio
La storia di Valdo è anche quella della famiglia Bolla, che in tre generazioni ha contribuito alla diffusione internazionale del Prosecco.
Le radici risalgono al 1883, quando Albano Bolla, proprietario di una locanda a Soave, iniziò a produrre vino per i propri ospiti e a portarlo nei locali di Venezia e Milano. Nel 1926 nasce la Società Anonima Vini Italiani Superiori, mentre nel 1938 Sergio Bolla ne completa l’acquisizione. Il passaggio decisivo arriva nel 1951, quando l’azienda assume il nome Valdo e avvia una nuova fase di sviluppo.
Ripercorrendo questa storia durante l’incontro milanese, Pierluigi Bolla ha ricordato come celebrare cento anni significhi guardare al passato con orgoglio ma soprattutto al futuro con responsabilità. «Se dovessi rappresentare la storia di Valdo in una definizione – ha spiegato – direi una vita vivace, lo slogan di una nostra campagna degli anni Novanta che racconta una filosofia dinamica, curiosa e sempre orientata all’innovazione e alla qualità».
Innovazione e cultura del vino
Nel corso del talk è emerso anche il ruolo pionieristico dell’azienda nel panorama del Prosecco. Secondo Giulio Somma, le cantine Valdo hanno spesso anticipato i tempi nelle proprie scelte, sviluppando uno stile enologico riconoscibile e un approccio centrato sul rapporto con il cliente. Un’impostazione che affonda le sue radici proprio nella tradizione di accoglienza della locanda di famiglia. Da questa cultura nasce una visione che oggi potremmo definire marketing oriented, costruita sulla ricerca di identità e su una logica quasi sartoriale nella creazione delle cuvée, dalle sperimentazioni con il metodo classico alle etichette pensate per la ristorazione.
Il legame con il territorio
Accanto alla storia imprenditoriale, il territorio è rimasto uno dei fili conduttori della giornata. Valdo produce da un secolo a Valdobbiadene, nel cuore delle colline tra Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute nel 2019 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
È in questo paesaggio che l’uva Glera trova una delle sue espressioni più raffinate. Qui il lavoro vitivinicolo ha costruito nel tempo una cultura del vino fatta di competenze agronomiche, tradizioni e capacità di innovazione.
Non a caso l’azienda è entrata ufficialmente a far parte dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, riconoscimento che ne certifica il ruolo nella storia imprenditoriale e culturale del Paese.
Nuovi consumi e prospettive future
Guardare al futuro significa anche interpretare i cambiamenti dei consumi. Negli ultimi anni l’azienda ha avviato una nuova fase strategica che comprende l’acquisizione dell’azienda agricola I Magredi, nelle Grave del Friuli, con 65 ettari di vigneti destinati allo sviluppo di nuovi progetti enologici tra vini fermi, metodo Charmat e metodo classico.
Allo stesso tempo Valdo ha introdotto Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs, una proposta dealcolata pensata per intercettare nuove abitudini di consumo e una domanda crescente di alternative a bassa o nulla gradazione.
Un brindisi che racconta l’Italia
In cento anni il Prosecco è passato da vino di territorio a fenomeno globale. Ma il suo successo non si spiega solo con il mercato. Riguarda piuttosto un modo di stare insieme, un gesto sociale che accompagna momenti di festa e di quotidianità. La storia di Valdo si inserisce dentro questo racconto più ampio. Un racconto che parla di territorio, di cultura del vino e di impresa familiare. E che continua a evolversi insieme a un’Italia che cambia, ma che continua a riconoscersi, anche nel mondo, nel suono leggero delle sue bollicine.










