L’intertestualità in Henry Darger: alla scoperta delle sue fonti nascoste con Danny Fain

Intertestualità Henry Darger Mago di Oz

Cos’è l’intertestualità nell’opera di Henry Darger

L’intertestualità è una delle chiavi più fertili per comprendere l’opera di Henry Darger. Con questo termine si indica il modo in cui un autore assorbe, modifica e reinserisce nei propri lavori materiali provenienti da altri testi: un processo di trasformazione che non si limita alla citazione, ma che ricombina fonti eterogenee in un nuovo organismo narrativo.

Nel caso di Darger, questo meccanismo è centrale. I suoi scritti e le sue opere grafiche funzionano come vasti collage: romanzi per ragazzi, articoli di giornale, manuali religiosi, fumetti, enciclopedie e libri illustrati vengono copiati, adattati, stravolti e fusi in un immaginario che appare insieme infantile e terribilmente violento.

Una pratica che rivela un autore capace di metabolizzare ogni frammento culturale incontrato, trasformandolo in materia narrativa personale. Le Vivian Girls, le battaglie interminabili dei “reami dell’irreale” (il titolo del suo immenso e fantastico romanzo inedito), le derive visionarie delle sue opere grafiche nascono anche da questo continuo processo di riscrittura, in cui il materiale preesistente diventa la base per un mondo nuovo, più estremo e più intimo.

Due anni di ricerche

Danny Fain

A esplorare con rigore questo intreccio di fonti è Danny Fain, regista freelance e ricercatore indipendente statunitense che da oltre due anni analizza sistematicamente le interpolazioni testuali di Darger.

Il suo lavoro combina intelligenza artificiale, OCR (riconoscimento ottico dei caratteri con software specifici) e archivi online per rintracciare le origini di centinaia di passaggi disseminati nei volumi dei Realms, rivelando un autore che non copia per mancanza di immaginazione, ma per costruire un universo coerente a partire da ciò che leggeva, ritagliava e conservava.

L’intervista che segue approfondisce proprio questo: come funzionano le interpolazioni, quali fonti emergono, quali strategie di adattamento ricorrono e cosa tutto ciò ci dice sulla mente creativa di Henry Darger. Un viaggio dentro il laboratorio segreto di uno degli outsider più enigmatici del Novecento. Con una curiosità: questa intervista viene pubblicata il 13 aprile 2026, giorno del 53esimo anniversario della morte di Henry Darger.

«Darger, una mente e una visione unica»

D: In una recente intervista a Nuova Economia, la critica e storica dell’arte Mary Trent ha menzionato il tuo lavoro sull’intertestualità di Henry Darger: di cosa tratta?

L’intertestualità è il concetto che descrive come alcuni testi possano essere influenzati da altri. In relazione a Darger, il suo utilizzo di altri testi è stato oggetto di teorizzazione per lungo tempo. La mia ricerca si è concentrata sull’individuazione delle fonti specifiche da lui utilizzate.

 D: L’utilizzo di elementi tratti da fonti diverse è un tratto distintivo del lavoro di Darger: riesci a individuare un parallelismo tra le sue opere grafiche e i suoi scritti?

Assolutamente sì. L’intera opera di Darger si basa sulla ricontestualizzazione di tutte le forme di media con cui è venuto a contatto. Le sue opere includono ricalchi dei fumetti che leggeva, insieme a ritagli di giornale che conservava. La scrittura di Darger, analogamente alle sue opere, è quasi un collage di fonti diverse. Per le avventure ambientate nel Realms, Darger ha copiato vari passaggi e articoli da diverse forme di media scritti, come articoli di giornale, storie religiose e romanzi.

 D: Entrando un po’ più nel dettaglio, quante interpolazioni hai trovato finora nei testi di Darger? Quanti volumi hai analizzato finora? Hai analizzato solo In the Realms of the Unreal o anche altri testi?

Ad oggi ho fatto centinaia di scoperte. Il mio metodo consiste nell’utilizzare l’intelligenza artificiale per eseguire l’OCR [riconoscimento ottico dei caratteri, NdR] sul testo e poi scansionare i passaggi alla ricerca di frasi o periodi unici.

Successivamente, inserisco il testo in archive.org e newspapers.com, cercando corrispondenze. Non ho seguito un ordine preciso per quanto riguarda i volumi, la mia ricerca si concentra sull’universo di Realms nel suo complesso, quindi passo da un volume all’altro. Ho anche esaminato sia Further Adventures [il seguito di Realms, NdR] sia la storia di Sweetie Pie [il racconto di un uragano inserito nella sua autobiografia, NdR], trovando collegamenti anche lì.

 D: In quali ampie categorie si possono riassumere queste interpolazioni? A quali anni risalgono queste fonti e qual è la loro qualità?

Questo è l’aspetto interessante: la gamma di fonti di Darger sembra essere infinita. Ha attinto a pubblicazioni di ampio respiro come romanzi ed enciclopedie, fino a testi molto più brevi come libri per bambini e fumetti. Alcune di queste fonti sono state utili per datare la cronologia degli eventi narrati nella saga del Realms.

Ad esempio, nel volume 11, un gruppo di generali muore dopo aver mangiato una zuppa con funghi velenosi, e Penrod [il fratello delle Vivian Girls, NdR] pronuncia un lungo monologo su come distinguere i funghi velenosi da quelli commestibili e sugli effetti pericolosi dei primi. Il suo monologo è tratto direttamente da un articolo di giornale intitolato “Perché alcuni funghi sono deliziosi, altri mortali”, pubblicato il 27 maggio 1934.

D: Quale metodo di “adattamento” dei testi ha utilizzato Darger? Li ha scelti a caso dalle fonti a sua disposizione, oppure hai riscontrato un processo di selezione specifico e meccanismi di utilizzo ripetitivi, in qualche modo standardizzati?

Darger ha utilizzato diversi metodi per copiare i testi. A volte plagiava, cambiando i nomi dei personaggi pur mantenendo invariata la trama. Altre volte usava il testo come struttura di base su cui costruire la propria opera. Le sue scelte di adattamento appaiono a tratti mirate, altre volte molto casuali.

Ad esempio, le prime cento pagine circa del volume 3 sono copiate direttamente da Heidi in ordine sequenziale. D’altro canto, nei vari volumi sono intervallati momenti casuali di adattamento di capitoli della serie di Oz, così come di narrazioni di guerra per ragazzi come Nel regno del terrore: le avventure di un ragazzo di Westminster.

D: Che impressione hai ricavato dalla tua analisi rispetto all’inizio del lavoro? Ha confermato le tue impressioni e ipotesi iniziali, oppure ti ha sorpreso in qualche modo, rivelando elementi inaspettati?

A prima vista potrebbe sembrare che ciò sminuisca la creatività di Darger, ma in realtà evidenzia ulteriormente quanto fosse unica la sua mente e la sua visione. Riusciva a tradurre ogni forma di media che consumava in un mondo e in una narrazione che poteva comprendere e con cui poteva identificarsi.

L’articolo utilizzato da Henry Darger nel romanzo per un dialogo sui funghi

D: Hai intenzione di approfondire il tuo lavoro pubblicando un saggio sull’intertestualità di Darger?

 Questo è il piano. Al momento ho un articolo che sto proponendo a diverse testate. Spero proprio di scrivere altro su Darger nel prossimo futuro.

D: Puoi fornire degli esempi di intertestualità in Darger?

Certo, alcuni esempi dell’intertestualità di Darger che trovo più affascinanti sono quando prende romanzi per ragazzi e aggiunge ad essi un livello morboso di macabra realtà.
Ad esempio:

Dorothy e il mago di Oz (Pagina 54)

Il mago non perse altro tempo, ma balzò in avanti, sollevò la spada affilata, la fece roteare una o due volte intorno alla testa e poi sferrò un colpo potente che tagliò in due il corpo dello stregone.
Dorothy urlò, aspettandosi di assistere a una scena terribile; ma quando le due metà dello Stregone si separarono sul pavimento, vide che non aveva né ossa né sangue al suo interno, e che il punto in cui era stato tagliato assomigliava molto a una rapa o a una patata affettata.

In the Realms of the Unreal (Vol. III, pagina 655)

Allora il soldato, disperato perché non aveva più tempo, con un grido, balzò in avanti, sollevò la sciabola affilata, la fece roteare una o due volte intorno alla testa e, prima che gli altri Glandeliniani potessero fermarlo, sferrò un colpo potentissimo che tagliò in due il corpo dell’ufficiale.
Violetta e le sue sorelle urlarono, perché assistettero a una scena terribile: le sue viscere si staccarono mentre cadeva in un mucchio di carne e sangue, e il punto in cui era stato ferito assomigliava molto a quello in cui era rimasto ferito un bambino durante un orribile massacro.

***

Leggi anche: 

What do you feel about this?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.