Outlook Invesco 2026: occhio alla possibile ripresa dell’inflazione


Il 3 dicembre 2025 Invesco ha presentato alla stampa italiana il suo Outlook 2026 – The Big Picture, con l’analisi di Paul Jackson, Global Market Strategist EMEA.
L’evento ha offerto una panoramica sulle prospettive di asset allocation globale, in un contesto economico segnato da segnali di ripresa ma anche da nuove tensioni inflazionistiche.
Contesto economico mondiale
Dopo anni di rallentamento e politiche monetarie restrittive, il 2025 ha visto un ritorno alla crescita in molte economie avanzate ed emergenti.
- I PMI manifatturieri (indicatori economici dello stato di salute del settore della manifattura) indicano espansione in Europa e Asia.
- La Federal Reserve (banca centrale degli Stati Uniti) ha avviato un ciclo di allentamento monetario, indebolendo il dollaro.
- Tuttavia, la politica commerciale USA e le tensioni geopolitiche (Ucraina, relazioni USA-Cina) restano fattori di incertezza.
In questo scenario, l’inflazione – dopo un calo post-pandemia – secondo Jackson mostra segnali di stabilizzazione e possibile risalita, soprattutto in Europa e Stati Uniti.
Rischi di scenario secondo Invesco
Per l’analista di Invesco vi sono quindi fattori di rischio o di incertezza che riguardano il contesto macroeconomico e geopolitico e che sono indipendenti dal portafoglio:
- Inflazione in ripresa, che potrebbe ridurre la stabilità dei rendimenti reali.
- Volatilità politica negli Stati Uniti, con possibili effetti su mercati e valute.
- Tensioni commerciali globali e conflitti geopolitici (Ucraina, relazioni USA-Cina).
- Valutazioni elevate di alcuni mercati, che aumentano la vulnerabilità a shock.
Portafoglio asset di Invesco
Su queste basi, Jackson propone quindi un portafoglio bilanciato, con enfasi sugli asset ciclici e che punta alla riduzione del rischio ma con un approccio “a bilanciere”: da una parte asset più rischiosi, dall’altra asset più difensivi, riducendo l’esposizione “mediana”.
“Nel 2025 – ha detto Jackson – c’è stata una crescita modesta, per cui ora andiamo alla ricerca di nuovi tipi di investimenti, il che comporta più rischi”. Nuovi tipi di investimenti che sono:
- azioni non statunitensi e mercati emergenti, favoriti dalla ripresa globale;
- high yield (obbligazioni ad alto rendimento ma a basso rating) emesse “a posizione neutrale” (cioè non sovrappesate né sottopesate);
- CLO AAA (Collateralized Loan Obligations, cioè strumenti derivati basati sulla cartolarizzazione di obbligazioni corporate, con alto rating) e liquidità come strumenti difensivi;
- materie prime industriali ed energia, viste come opportunità in caso di accelerazione del PIL.
Punti deboli del portafoglio Invesco
Ogni asset allocation comporta compromessi: ridurre l’esposizione ad asset più rischiosi significa limitare il potenziale di rendimento, ma al tempo stesso garantire maggiore stabilità e bilanciamento.
I punti deboli individuati da Invesco vanno dunque letti in questa chiave: meno rischio potenziale a fronte di uno scenario incerto, quindi meno guadagno potenziale, ma più equilibrio complessivo.
- Azioni USA: considerate da Jackson sopravvalutate rispetto alle medie storiche e quindi sottopesate. Questo riduce l’esposizione a un mercato tradizionalmente trainante, ma evita di assumere rischi eccessivi legati a valutazioni elevate e volatilità politica;
- oro e Bitcoin: giudicati troppo costosi. La loro esclusione limita la possibilità di beneficiare di eventuali rally speculativi, ma protegge il portafoglio da asset con forte volatilità e scarsa prevedibilità;
- private equity: non incluso nel modello, nonostante la sua diffusione. La scelta riduce il potenziale di rendimento “ad alto beta” tipico di questo mercato, ma evita rischi di illiquidità e valutazioni difficili da stimare;
- spread HY troppo stretti: Invesco segnala che i rendimenti corretti per il rischio sono limitati. Mantenere una posizione neutrale significa rinunciare a parte del rendimento, ma preservare la coerenza del portafoglio rispetto al rischio di credito.
Focus sull’Italia
Jackson ha evidenziato il tema della longevità come sfida cruciale per l’Italia: un Paese con alto risparmio e popolazione longeva.
Invesco richiama la necessità di una maggiore educazione finanziaria, per trasformare il risparmio in investimenti consapevoli e sostenibili, capaci di affrontare l’impatto economico e sociale dell’allungamento della vita.







