Regolarizzazione degli influencer: ecco a che punto siamo dopo la circolare INPS 44/2025

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Regolarizzazione degli influencer: il Simposio nazionale con INPS, AGCOM e ACE

La regolarizzazione dell’attività dei content creator e degli influencer entra ufficialmente in una nuova fase. Il Simposio nazionale “We Are Creator Economy”, ospitato il 2 febbraio 2026 presso il Palazzo INPS di Milano in piazza Missori 10, ha segnato un passaggio decisivo nel dialogo tra istituzioni, piattaforme e professionisti del digitale.

Organizzato dall’Associazione Creator Economy (ACE) – che ha annunciato la sua nascita dalla fusione tra l’Associazione Italiana Content & Digital Creators (AICDC) e AssoInfluencer – il Simposio ha visto la presenza del presidente dell’INPS Gabriele Fava, del Commissario dell’AGCOM Massimiliano Capitanio e del Generale di brigata della Guardia di Finanza Crescenzo Sciaraffa, comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza. Moderatrice la giornalista Camilla Conti.

Al centro del confronto le nuove Linee guida dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) e la Circolare INPS n. 44/2025, primo documento organico, quest’ultimo, che definisce criteri e inquadramenti previdenziali per chi opera nella creator economy, cioè l’Economia che si muove attorno al mondo della creazione di contenuti digitali.

Un settore – secondo i dati diffusi dall’ACE – che in Italia vale oltre 4 miliardi di euro e genera 52mila posti di lavoro equivalenti non poteva più restare privo di una cornice normativa chiara. Oggi quella cornice inizia a prendere forma.

La Circolare INPS 44/2025

La regolarizzazione dell’attività dei content creator e degli influencer passa da un principio chiave: non esiste un’unica categoria professionale, ma un insieme di attività che possono ricadere in regimi previdenziali diversi.

La Circolare INPS distingue infatti tra:

  • attività autonoma professionale, con iscrizione alla Gestione Separata;
  • attività imprenditoriale, con iscrizione alla gestione commercianti;
  • attività artistica o di spettacolo, con obbligo di contribuzione al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS).

Il criterio determinante è la prevalenza: se l’attività è creativa e personale, si rientra nel lavoro autonomo; se prevale l’organizzazione (vendita di prodotti, gestione di campagne strutturate), si entra nel regime d’impresa; se la prestazione assume natura artistica (attore, fotomodello, performer), scatta l’obbligo FPLS.

La regolarizzazione degli influencer nel quadro AGCOM

Il Simposio ha dedicato ampio spazio anche alle nuove Linee guida AGCOM e al Codice di condotta influencer, strumenti che definiscono:

  • obblighi di trasparenza pubblicitaria;
  • regole per la tutela dei minori;
  • criteri di riconoscibilità dei contenuti commerciali;
  • responsabilità condivise tra creator, agenzie e brand.

Il Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio ha annunciato l’arrivo delle FAQ ufficiali del Codice di Condotta 2026, attese per marzo.

Ha poi sottolineato che il Codice di condotta non ha a che fare con la censura, piuttosto con la tutela degli utenti e del riconoscimento professionale: regole chiare rafforzano la credibilità dell’intero ecosistema.

La regolarizzazione degli influencer secondo l’INPS: verso un nuovo modello

Il Presidente INPS Gabriele Fava ha evidenziato che la regolarizzazione dell’attività dei content creator e degli influencer non rappresenta un costo, ma un investimento in tutele e sostenibilità del settore. La previdenza diventa parte integrante della professionalizzazione della creator economy, con un approccio che mira a:

  • semplificare gli adempimenti;
  • garantire continuità contributiva;
  • valorizzare il lavoro creativo come attività economica strutturata.

Un passaggio storico

L’Italia è tra i primi Paesi europei a definire un quadro normativo integrato per la creator economy. La combinazione di:

  • Circolare INPS 44/2025,
  • Linee guida AGCOM,
  • Codice di condotta influencer,
  • nascita di ACE come rappresentanza unitaria,

segna l’avvio di una fase nuova, in cui creatività, mercato e istituzioni iniziano a dialogare con regole condivise.

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