Colli Euganei, dai vini di origine francese ai sapori veneti: un patrimonio da scoprire

Panorama Colli Euganei_ph. Livio Sinigaglia

Colli Euganei_ph. Livio Sinigaglia

Merlot, Cabernet e Carménère raccontano una tradizione vitivinicola che risale all’Ottocento, tra colline vulcaniche, biodiversità e specialità gastronomiche. Un territorio riconosciuto Riserva della Biosfera Mab Unesco, dove il vino diventa una chiave per scoprire natura, Cultura e nuove esperienze di turismo.

Che cosa ci fanno alcuni dei più celebri vitigni francesi sulle colline venete, a pochi chilometri da Padova? La risposta racconta una storia che attraversa quasi due secoli e conduce nei Colli Euganei, un territorio nel quale la cultura del vino si intreccia con un paesaggio di origine vulcanica, tradizioni gastronomiche e una particolare ricchezza naturale.

A riportare l’attenzione su questo patrimonio è stata una degustazione organizzata a Milano dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, in collaborazione con Fisar Milano, che ha riunito produttori, operatori e appassionati attorno ai vini rossi della denominazione. L’incontro, al quale hanno partecipato Gianluca Carraro, presidente del Consorzio, e il sommelier Maurizio Spinelli, ha offerto l’occasione per conoscere non soltanto le caratteristiche dei vini, ma anche le peculiarità di un’area del Veneto che merita di essere scoperta attraverso i suoi prodotti, i paesaggi e le esperienze che può offrire.

Quando i vitigni francesi trovano casa sui colli veneti

La presenza di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère sui Colli Euganei risale alla prima metà dell’Ottocento, quando queste varietà di origine bordolese iniziarono a essere coltivate sulle colline venete. Nel tempo, i vitigni si sono integrati nella tradizione agricola locale, dando vita a vini che oggi rappresentano una delle espressioni più riconoscibili della denominazione Colli Euganei Doc.

A renderli particolari è anche il rapporto con un territorio dalla geologia complessa. I Colli Euganei costituiscono infatti un insieme di rilievi di origine vulcanica che emerge dalla Pianura Padana, con suoli e condizioni ambientali differenti anche a breve distanza. Questa varietà contribuisce alla diversità delle produzioni vitivinicole, permettendo alle stesse uve di esprimere caratteristiche differenti a seconda delle aree di coltivazione.

Durante la degustazione milanese, il confronto tra le etichette ha consentito di approfondire il profilo dei rossi e le loro potenzialità di evoluzione nel tempo. Si tratta generalmente di vini dal colore rosso rubino, con una struttura importante ma capaci di conservare freschezza e sapidità, accompagnate da profumi che possono spaziare dai frutti rossi alle spezie, fino a note di tabacco e tostatura. Una tradizione che racconta anche la capacità di un territorio di accogliere varietà provenienti da altre regioni europee e trasformarle, nel corso delle generazioni, in parte della propria identità.

Una biodiversità riconosciuta dall’Unesco

Il valore dei Colli Euganei, tuttavia, non si esaurisce nei vigneti. La particolare conformazione geologica, l’alternanza di ambienti naturali e coltivati e il rapporto tra attività umane e paesaggio hanno contribuito a costruire un territorio riconosciuto come Riserva della Biosfera nell’ambito del programma Mab (Man and the Biosphere) dell’Unesco. Il riconoscimento valorizza territori nei quali la conservazione della biodiversità si accompagna alla ricerca di un equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo delle attività economiche e sociali.

In questo contesto, la viticoltura rappresenta una delle attività che contribuiscono a caratterizzare il paesaggio e a mantenere vive le tradizioni agricole. La varietà dei Colli Euganei non riguarda soltanto le condizioni geologiche, ma anche le produzioni. Accanto ai rossi di origine bordolese, la denominazione comprende il Serprino, vino bianco proposto nelle versioni frizzante e spumante, e il Moscato Giallo Fior d’Arancio, altra espressione distintiva della tradizione enologica locale.

Il lavoro del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, istituito nel 1972, si inserisce proprio nella valorizzazione di questo patrimonio, attraverso la tutela delle denominazioni Doc e Docg e la promozione delle produzioni locali.

Dal calice alla tavola: i sapori del Veneto

Il vino dei Colli Euganei è anche un punto di partenza per conoscere la cultura gastronomica del territorio. Durante l’iniziativa milanese, ai rossi dei Colli Euganei è stata affiancata una selezione di specialità venete e di prodotti della tradizione agroalimentare italiana, offrendo un percorso di degustazione che ha messo in relazione diverse produzioni.

Tra i protagonisti il Prosciutto Crudo Veneto Dop, i formaggi Asiago Dop e Grana Padano Dop e l’olio extravergine d’oliva, rappresentato dalle etichette Olivalto e Moonlight. Un abbinamento che ha permesso di ampliare il racconto oltre il vino, mostrando come l’identità gastronomica di un territorio sia il risultato di più filiere agricole e alimentari.

Anche l’olio EVO, spesso meno associato nell’immaginario comune alle colline venete rispetto al vino, contribuisce a completare questa varietà produttiva.

Il legame tra vini, formaggi, salumi e olio diventa così un’occasione per scoprire sapori e tradizioni, ma anche per comprendere il ruolo delle produzioni di qualità nell’economia e nella cultura dei territori.

Vigneti, terme e paesaggi: un territorio da vivere

I Colli Euganei si trovano inoltre in una posizione particolare, vicini a Padova e alle località termali di Abano e Montegrotto Terme, due destinazioni conosciute per la tradizione del turismo legato alle acque termali e al Benessere. La presenza di vigneti, paesaggi collinari, produzioni gastronomiche e centri termali offre la possibilità di collegare esperienze differenti all’interno dello stesso territorio.

Il vino può diventare una delle porte d’accesso a questa scoperta, attraverso la conoscenza dei produttori, delle varietà coltivate e delle caratteristiche del paesaggio. Ma il potenziale turistico va oltre la degustazione. La vicinanza tra natura, cultura gastronomica e Benessere consente di immaginare esperienze nelle quali il visitatore non si limita a conoscere un prodotto, ma entra in relazione con i luoghi e con le attività che ne definiscono l’identità.

È anche in questa prospettiva che il riconoscimento Mab Unesco assume un significato importante: valorizzare le risorse naturali e culturali può contribuire a costruire opportunità per le imprese e le comunità locali, mantenendo attenzione alla tutela del territorio.

Il vino come invito alla scoperta

L’iniziativa promossa a Milano dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei e da Fisar Milano ha mostrato come una degustazione possa diventare un’occasione per far conoscere un territorio ben oltre le sue etichette.

Degustrazione Consorzio Colli Euganei di Fisar Milano

La storia dei vitigni bordolesi, arrivati nell’Ottocento e ormai parte della tradizione locale, racconta un’identità costruita attraverso incontri e trasformazioni.

La biodiversità riconosciuta dall’Unesco, le specialità gastronomiche e la vicinanza alle terme completano un patrimonio che unisce agricoltura, ambiente, cultura e benessere. Per i Colli Euganei, la valorizzazione del vino può quindi contribuire anche alla promozione di un turismo interessato a conoscere le caratteristiche dei luoghi e le persone che li animano.

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