Vini metropolitani: Elemento Indigeno racconta la filosofia e la scelta del vino da città


Vini metropolitani, la nuova selezione di Elemento Indigeno nel catalogo 2025 Wine Is
Avete sentito parlare ultimamente di “vini metropolitani”? Non si tratta di una nuova moda passeggera del momento, ma di una selezione di etichette pensate per essere consumate e condivise in spazi urbani in trasformazione, fuori dai confini tradizionali del terroir. Dietro a questa idea c’è Elemento Indigeno, progetto di Compagnia dei Caraibi, azienda italiana quotata in Borsa Italiana che dal 2008 si occupa di bevande premium e che anche con la nuova edizione del catalogo Wine Is racconta nuovi modi di vivere il vino oltre il tradizionale terroir, includendo ora la sezione, appunto, dei Vini metropolitani.
Vini metropolitani: il nuovo modo di vivere il vino in città
Questa iniziativa nasce per intercettare nuovi modi di vivere il vino nelle città, dove spazi come coworking, wine bar di quartiere o aree riqualificate diventano luoghi di incontro e convivialità. Per scoprire i criteri di selezione di questa categoria, la filosofia che la ispira e le attività previste per promuovere queste nuove espressioni del bere contemporaneo NuovaEconomia.com ha voluto approfondire il tutto attraverso un’intervista al team di Elemento Indigeno.
Una degustazione orizzontale all’interno della selezione Vini metropolitani
All’interno dell’ampia selezione dei “Vini metropolitani” del catalogo Wine Is, ecco alcune etichette come esempio delle diverse anime che compongono questa categoria, così come presentate da Elemento Indigeno. Questa lista rappresenta un piccolo assaggio orizzontale che attraversa stili, territori e interpretazioni differenti, unite dalla stessa vocazione: raccontare la città e i suoi momenti di convivialità. Dal calice disinvolto in un bar di quartiere alla bottiglia condivisa su una terrazza, ogni vino è scelto e presentato come una tappa di questo itinerario urbano nel bicchiere.
Krasna Hora Winery – Anna Sauvignon Blanc e Riesling 2022
“Fresco e conviviale, perfetto per una sbicchierata a cuor leggero tra amici, questo vino nasce nell’angolo sud-orientale della Repubblica Ceca. Naso esotico, corpo croccante e zero filtri, come le migliori conversazioni”.
Domaine Arsac – Les Armandières Viognier 2022
“Un “exploit” enologico dalla Valle del Rodano, frutto della tenacia di quattro generazioni. Un bianco denso e intenso che riflette il territorio, ma sorprende per freschezza e slancio atletico: il vino che alza il livello del gioco, anche in città”.
La Petite Odyssée – Vin de France Rouge Furie Abouriou, Merlot e Cabernet
“Frutto di un lungo viaggio e di una “piccola odissea” personale, questo blend dai Pirenei è la dimostrazione che l’amore per la terra e la riconnessione con pratiche antiche possono portare a risultati straordinari. Dal sud-ovest della Francia sino al cuore pulsante della metropoli, per brindisi notturni e incontri magnetici”.
Agricola Millami – Il Folle Rosso IGP Terre Siciliane 2023
“Sfrontato, fruttato, diretto: dalla Sicilia, un vino pensato per un aperitivo in terrazza. Marsala nel cuore e visione collettiva nel DNA, nasce dal lavoro di squadra e dall’energia contagiosa di una nuova generazione di vignaioli”.
Zahel – Rosé
Viennese d’origine, il rosato firmato Zahel è un sorso di spensieratezza, tra fragole e mineralità, ideale da bere all’aria aperta, vestiti di jeans e sole addosso.
L’intervista al team di Elemento Indigeno sulla filosofia della selezione Vini metropolitani
Come è stata selezionata la categoria dei Vini metropolitani presente nella nuova edizione del catalogo Wine Is? Sono presenti cantine italiane?
“Vini metropolitani è un concept editoriale nato per raccontare le nuove modalità con cui il vino viene oggi vissuto, condiviso e scelto nei contesti urbani. Ogni redazionale esplora un diverso approccio contemporaneo al consumo del vino, proponendo una selezione curata di 10 etichette pensate per occasioni specifiche e nuove forme di socialità. L’idea alla base è semplice ma potente: il modo in cui beviamo vino sta cambiando, così come gli spazi e i momenti in cui scegliamo di farlo. Parliamo di vini da bancone, vini autogestiti, vini da vernissage, vini oltremarini o, appunto, vini metropolitani. Categorie che non si basano su vitigni o territori, ma su esperienze di consumo reali, vissute e riconoscibili. Ogni articolo nasce come strumento narrativo e di ispirazione, utile sia al lettore curioso sia alla nostra rete vendita, che può così proporre i vini attraverso nuove chiavi di lettura. Le storie sono firmate da autori selezionati e ispirate a luoghi o momenti di aggregazione urbana. Ogni pezzo è anche ascoltabile online, per un’esperienza immersiva.
In particolare, nel redazionale dedicato ai Vini Metropolitani, (ndr. scritto da Lorenzo Sandano e ) il vino diventa un simbolo di rigenerazione e incontro all’interno di quei quartieri periferici che oggi si stanno riscoprendo vivi, dinamici, creativi. Spazi ex industriali, coworking, piccoli bar di quartiere, luoghi un tempo ai margini e ora cuore pulsante di nuove comunità. Qui il vino accompagna la pausa dopo il lavoro, la chiacchiera tra vicini in casa, un aperitivo improvvisato o una festa spontanea. È in questi contesti – fluidi, inclusivi, in continua evoluzione – che il vino si trasforma in un linguaggio universale capace di unire le persone, stimolare relazioni e creare nuovi rituali urbani.
In questa selezione abbiamo unito due cantine italiane, una spagnola, una dalla repubblica Ceca, quattro francesi e una austriaca più il sidro svedese. Vini di facile bevuta, bianchi, rossi, bolle per un contesto décontracté adatto al consumo conviviale.”
Quello dei vini metropolitani è un progetto che punta sulle nuove generazioni di consumatori o è trasversale su tutto il pubblico?
“Vini metropolitani nasce come concept dal respiro trasversale, pensato per parlare a un pubblico diversificato, ma con attenzione anche a Millenial e Gen Z (+ 25 anni). È a loro che si rivolge in modo più diretto, intercettando nuovi stili di vita urbani e accompagnando quei cambiamenti socio-culturali-economici che stanno trasformando le periferie in nuovi centri vitali. Ex spazi industriali, aree un tempo marginali o dimenticate, diventano oggi luoghi di aggregazione, grazie a una generazione che li abita, li vive e li rianima con nuova energia.
In questo contesto, il vino non è più solo un prodotto, ma un mezzo di espressione culturale. Infatti questi consumatori, non sono interessati ad una comunicazione tradizionale, ma ricercano autenticità, linguaggi veri e storie capaci di rappresentarli. Anche il cibo e il vino diventano parte di questo racconto identitario: si cercano prodotti che abbiano un’anima, un’origine, un volto umano dietro l’etichetta o dietro la selezione.
Vini metropolitani risponde a tutto questo proponendo una selezione di etichette che si inseriscono in nuovi contesti di consumo: informali, dinamici, autentici. Dalla bevuta rilassata in uno spazio di coworking al calice condiviso in un wine bar di quartiere, o con amici in casa, ogni occasione diventa un pretesto per riscoprire il vino come gesto di convivialità, di piacere personale, e come veicolo di valori e storie. È un nuovo modo di raccontare e vivere il vino, in sintonia con il presente.”
Elemento Indigeno prevede attività di promozione o degustazioni urbane legate a questa selezione di Vini metropolitano?
“Elemento Indigeno prevede e valorizza attività di promozione e degustazioni urbane legate alla selezione. L’idea alla base del progetto è proprio quella di raccontare il vino in modo nuovo e coinvolgente, portandolo fuori dai contesti tradizionali e rendendolo parte viva della Cultura urbana contemporanea. Il catalogo attuale comprende 74 cantine suddivise in 8 macro-categorie, ognuna con un’identità precisa e narrativa:Wine is a Rockstar, per i produttori più anticonformisti; Wine is Roots, dedicata alla tradizione e ai vitigni autoctoni; Wine is Contaminations, che esplora connessioni tra vino e altri mondi; Wine is a Rematch, storie di resilienza e rinascita
Wine is a Guardian, per chi custodisce la memoria e il territorio; Wine is a Backpacker, per i giovani produttori dal respiro internazionale; Wine is Conviviality, che celebra il vino come momento di unione; Wine is Finished, una selezione limitata di bottiglie in esaurimento.
Queste categorie non sono solo un modo per classificare le etichette, ma anche uno strumento di racconto che prende vita attraverso iniziative sul territorio. Le nostre attività Below the line includono infatti partecipazione a fiere, eventi diffusi, spesso realizzati in collaborazione con bar, wine bar e ristoranti, sia per professionisti del settore sia per wine lover e pubblico generico. L’obiettivo è creare esperienze di degustazione trasversali, che sappiano parlare linguaggi diversi e raggiungere nuovi pubblici. Al momento non c’è un unico evento centralizzato, ma una serie di attivazioni mirate, in continua evoluzione, pensate per portare i valori di Elemento Indigeno là dove il vino incontra davvero le persone.”







