Museo del Vino di Torgiano: in mostra tesori etruschi dalla Tomba 58 di Vulci
Un patrimonio rimasto inviolato per oltre 2600 anni torna finalmente alla luce. Circa sessanta reperti archeologici provenienti dalla Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria di Vulci, nel Lazio, sono esposti per la prima volta al Museo del Vino – MUVIT di Torgiano, in Umbria.
La mostra, inaugurata il 24 ottobre 2025, svela un eccezionale corredo funerario etrusco che unisce due regioni e due anime d’Italia: quella del vino e quella della memoria.
Una scoperta che riscrive la storia del vino etrusco
La Tomba 58 è stata scoperta nell’ambito della campagna di scavo condotta dalla Fondazione Vulci e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale.
L’apertura del sepolcro, avvenuta nell’ottobre 2023, ha riportato alla luce un tesoro rimasto intatto dal VII secolo a.C.: anfore, olle, pithoi, vasellame in bucchero e ceramica etrusco-corinzia, coppe, oggetti in ferro e bronzo.
Tra i reperti più affascinanti figura un calderone contenente i resti di un grappolo d’uva. Le analisi scientifiche hanno rivelato che si tratta di un vitigno “antenato” del Sangiovese, a conferma delle radici antichissime di questa varietà nel cuore dell’Italia centrale.
Un altro oggetto ha suscitato grande interesse: un’anfora con iscrizione etrusca “io (sono) di Velχa Felusna”, una sorta di “etichetta primordiale” che indica la proprietà della cantina o la provenienza della partita di vino, anticipando di secoli il concetto di marchio e tracciabilità.
Il vino, simbolo di vita, morte e rinascita
Il corredo della Tomba 58 racconta il rituale del banchetto funebre etrusco, in cui il vino assumeva un valore sacro e simbolico: libagione agli dèi, viatico per l’aldilà e ponte tra vivi e defunti.
“Questi reperti offrono uno sguardo straordinario sulla civiltà etrusca e sulla sua profonda relazione con il vino e il simposio”, ha dichiarato Teresa Severini, presidente della Fondazione Lungarotti, che ha contribuito al restauro e alla valorizzazione dei reperti.
La Fondazione, insieme al Museo del Vino – MUVIT, fa capo alla storica Cantina Lungarotti di Torgiano, simbolo dell’eccellenza vitivinicola umbra e pioniera nella valorizzazione del legame tra vino, cultura e territorio.
Anche Simona Carosi della Soprintendenza di Viterbo ha sottolineato la forza della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private: “Dopo la Tomba delle Mani d’Argento, grazie alla Fondazione Lungarotti, riproponiamo una filiera virtuosa che unisce scoperta, ricerca e valorizzazione del nostro patrimonio”.
Un aristocratico di Vulci e il suo banchetto eterno
La sepoltura, maschile e databile alla fine del VII secolo a.C., testimonia l’appartenenza del defunto all’aristocrazia etrusca. Il ricco corredo e gli oggetti legati al banchetto mostrano come il simposio fosse un segno di status e potere, riflesso di un’élite che vedeva nel vino un dono divino e un linguaggio comune tra mondi e civiltà.
A differenza della Grecia, in Etruria le donne partecipavano ai banchetti, come attestano i dipinti e i manufatti ritrovati nelle necropoli, segno di una cultura più inclusiva e raffinata.
Il progetto “TraMusei”: un ponte tra archeologia, cultura e turismo
La mostra fa parte del progetto “TraMusei” della Fondazione Lungarotti, una rete che unisce musei, cultura e turismo grazie al contributo della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura.
L’esposizione sarà visitabile fino al 5 luglio 2026 e rappresenta un’occasione unica per scoprire il legame tra vino, storia e territorio.
Il Museo del Vino di Torgiano: cinquemila anni di cultura enologica
Fondato da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti e inaugurato nel 1974, il MUVIT – Museo del Vino di Torgiano è uno dei primi musei enologici d’Europa.
Nato per sostenere e promuovere la cultura vitivinicola umbra e nazionale, oggi è un polo multidisciplinare che racconta cinquemila anni di storia del vino, dalle origini etrusche al mondo contemporaneo.
Il MUVIT continua a essere un motore di promozione territoriale, unendo arte, sostenibilità e turismo esperienziale nel segno di un bene culturale che ancora oggi unisce l’Italia: il vino.
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